Questa è la storia di un bimbo,
cresciuto sui colli bolognesi, se fosse il programma SFIDE si
comincerebbe con le immagini di lui che quando ancora non
riusciva a stare in piedi da solo, teneva fra le mano due stick
di una radio troppo grande, la storia di un padre che cercava di
trasmettere al suo piccolo una passione per un gioco. Il
programma continua con l’intervista al papà che spiega ai
giornalisti che al piccolo Lamberto come tanti bambini preferiva
stare le ore a smontare e rimontare i modellini nel negozio che
andare a scuola, che preferiva passare le ore dietro una
recinzione a guardare i grandi che giocavano con le macchine
radiocomandata invece di dare i calci ad un pallone.
In tanti lo ricordano da piccolo,
il grande Stefano Solaroli che in questo mondo ci è nato e
cresciuto mi ha sempre detto che quando vide correre per la
prima volta Lamberto capì subito che quel bambino sarebbe
diventato un campione. Chi sa quanti dei suoi avversari di oggi
lo hanno sorpassato, lo hanno battuto, quando lui ancora il
futuro re era un piccolo principe che stava imparando a
cavalcare. Il piccolo Lamberto cresce, i suoi errori, le sue
paure, diventano con il tempo determinazione e precisione, come
un pittore, i suoi pollici disegnano linee perfette, la sua
guida diventa una danza, curva dopo curva inizia la sua storia,
per il mondo dell’automodellismo mondiale sta per cominciare un
nuovo capitolo, si volta pagina, un nome nuovo, quello di un
giovane italiano Lamberto Collari sta per irrompere in questo
mondo.